Thailandia, primi effetti negativi sul turismo nel dopo attentati

Thailand-Large_tcm262-2122022Lo abbiamo sperimentato nel corso degli ultimi anni e, probabilmente, saremo destinati a sperimentarlo ancora a lungo: quando si verifica un attacco terroristico in alcune zone ad alta vocazione turistica, l’economia locale ne risente in maniera considerevole e, spesso, con una reazione immediata. Per saperne di più, provare a chiedere alle economie del Nord Africa, con alcuni Paesi il cui Pil è fortemente legato al turismo, che hanno dovuto fare i conti con le brutte vicende legate alle difficoltà di “gestione” del clima post-attacco.

La stessa cosa sta purtroppo capitando anche in Thailandia, con il Paese che è stato coinvolto in una serie di attentati dinamitardi che hanno provocato quattro motori, decine di feriti e tanta paura da parte dei turisti. Tanto che, in alcuni dei luoghi tradizionalmente più gettonati dai turisti stranieri, tutto ciò che si vede sono, in realtà, i locali.

E gli stessi locali, documentano le cronache nazionali, si interrogano su cosa potrebbe accadere in futuro, visto e considerato che gli attentati hanno colpito duramente il turismo, una delle poche colonne dell’economia del luogo, e dunque l’intero business della nazione, peraltro già particolarmente messo a dura prova dalle lunghe difficoltà della crisi.

Il turismo è, in fin dei conti, uno dei pochi settori in crescita per la Thailandia, e rappresenta il 10 per cento di un’economia che ha risentito duramente del colpo di Stato di appena due anni fa. Gli attacchi sono inoltre avvenuti pochi giorni dopo il referendum che ha sancito la vittoria del “si” alla costituzione voluta dai militari al potere. Pertanto, le esplosioni potrebbero essere una conseguenza di tale evoluzione e, sebbene sottovoce, non sono pochi i critici che ritengono che dietro tali bombe possa esservi la mano dei nemici della giunta o dei ribelli separatisti del Sud del Paese.

Il fatto che, dunque, potrebbe non trattarsi di terrorismo di matrice Isis, non rassicura nessuno. La paura e le tensioni scatenatesi subito dopo gli attacchi hanno infatti già portato alla cancellazione di molte partenze, e la popolazione appare preoccupata per le prossime stagioni. Periodi che potrebbero rappresentare una penuria di flussi turistici in ingresso e, dunque, un periodi particolarmente difficili per l’economia di un Paese che cercava, faticosamente, la ripresa.

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